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Percorso 18/19enni

2009-2010


Correvano insiemeForse scorre dentro il silenzio il senso
e il profilo della vita è tra le cose
e anche il buio serve ad immaginare
la ragione che ci invita a provare
so che può far bene anche gridare
per riscattare l'anima dal torpore
so che ad ingannarmi non è l'amore
perché voglio amare
Io voglio vivere, ma sulla pelle mia
io voglio amare a farmi male,

voglio morire di te...

(Nomadi, Io voglio vivere)

Preambolo

L’anno scorso ha segnato l’inizio di un cammino strutturato per i 18/19enni, secondo le indicazioni diocesane e secondo le esigenze proprie della fascia si età. Il cammino ha visto un numero stabile di circa 20 ragazzi/e tra delle leve 1990 e 1991 che hanno, con fedeltà e qualità partecipato alle diverse iniziative. Le proposte sono state estremamente impegnative sia nell’altezza dei contenuti (vedi itinerario formativo dello scorso) sia nella profondità dei vissuti toccati (le esperienze degli Eremi a Venegono e dalle Romite Ambrosiane, la settimana di Servizio a Lourdes, etc..). La verifica di questo primo tratto di cammino chiede una riconferma delle linee fondamentali, con alcune piccole correzioni e alcune novità in aggiunta.

Icona Biblica (Vangelo di Giovanni 20, 1-20)

 

 Il primo giorno della settimana Maria Maddalena si recò di buon mattino al sepolcro, mentre era ancora buio, e vide la pietra rimossa dal sepolcro. Corse allora e andò da Simon Pietro e dall' altro discepolo che Gesù amava e disse loro: «Hanno portato via il Signore e non sappiamo dove l' abbiano posto».

Partì dunque Pietro e anche l' altro discepolo e si avviarono verso il sepolcro. Correvano ambedue insieme, ma l'altro discepolo precedette Pietro nella corsa e arrivò primo al sepolcro. Chinatosi, vide le bende che giacevano distese; tuttavia non entrò. Arrivò poi anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro; vide le bende che giacevano distese e il sudario che era sopra il capo; esso non stava assieme alle bende, ma a parte, ripiegato in un angolo. Allora entrò anche l' altro discepolo ch' era arrivato per primo al sepolcro, e vide e credette. Non avevano infatti ancora capito la Scrittura: che egli doveva risuscitare dai morti. I discepoli poi ritornarono a casa.

 

 Signore, cerco i segni della tua presenza nella mia vita. Li cerco con l’affetto di Maria. Già altra volte ho conosciuto e gustato il dono della preghiera. Mi sono sentito amato, mi ha fatto bene la tua presenza. Ho sentito il dono del tuo Spirito e della tua consolazione. Vieni, Spirito Creatore, riempimi della tua forza, crea in me un cuore puro, rinnova in me uno spirito saldo. Gioia piena alla tua presenza.

Signore, cerco i segni della tua presenza. Li cerco con l’intuizione di Giovanni. Invoco il dono dell’intuizione spirituale, i gusto della comprensione delle Scritture, il desiderio di leggere i testi delle più belle esperienze spirituali. Vorrei, Signore, coltivare la mia fede anche con l’intelligenza, con la conoscenza della storia, con capacità di discernimento. Vieni Spirito di sapienza, di timore, di fortezza: entra nel cuore dei tuoi fedeli.

Signore, cerco i segni. Li cerco con la pazienza pratica di Pietro. Chiedo la saggezza e la prudenza, la determinazione e la calma: vivo in situazioni complesse, ho bisogno di valutare con pazienza, di decidere con competenza, di amare con vera pietà. Vieni, Spirito di santità, aiutami ad attraversare la storia, sii tu colui che mi conduce e che previene i miei errori.

La Proposta

L’attenzione che la proposta diocesana consegna (cfr. Pastorale Giovanile Arcidiocesi di Milano, Correvano insieme. Percorso formativo, In dialogo, Milano 2006) è contrassegnata da una forte sottolineatura vocazionale, che trova conferma e sottolineatura nuova in questo anno pastorale dedicato al tema sacerdotale e vocazionale.

“Senza temere di puntare troppo in alto, occorrerà avere il coraggio di accostare e promuovere le iniziative più impegnative e mirate di ricerca vocazionale, che cercano di dare accoglienza alla domanda circa il proprio futuro presente anche in un diciottenne. Sarà il modo per uscire da una certa genericità dell’idea di vocazione che rischia di essere troppo vaga e, alla fine incomprensibile, esplicitando, in tal modo, quell’attenzione vocazionale che è intrinseca ad ogni proposta di Pastorale Giovanile»

(cfr. Pastorale Giovanile Arcidiocesi di Milano,

Correvano insieme. Percorso formativo,

In dialogo, Milano 2006, 31)

 

In questa linea, l’attenzione vocazionale si specifica, nell’assunzione di una reale vita secondo lo Spirito, con i tratti specifici (penitenza, gioia, apertura al mondo) e gli strumenti che la distinguono (preghiera, accompagnamento spirituale, vita comunitaria). Solo nella cura di questa qualità spirituale del vivere i giovani possono trovare la forza di quelle scelte che danno una direzione alla vita… realizzare così la vocazione.

Gli Strumenti

Per realizzare questa attenzione le nostre comunità, riunite in Unità di Pastorale Giovane, si danno anzitutto questi strumenti ordinari:

-         “L’altro discepolo lo precedette”: i riferimenti educativi. Ogni cammino all’incontro della Pasqua del Signore ha bisogno di qualcuno che ci indichi la strada, che corra davanti a noi e che abbia la pazienza di aspettarci. I riferimenti educativi primari per questo gruppo rimangono tutti e tre i responsabili di PG e coordinatore delle attività e del percorso del gruppo resta don Stefano Cucchetti. Sarebbe interessante trovare nei prossimi anni figure di riferimento che vivano la consapevolmente la scelta famigliare da affiancarsi, per garantire ai ragazzi una pluralità di riferimenti vocazionali.

-         “Ritornarono a casa”: un luogo. Il bisogno di un luogo in cui identificarsi, trovare casa per il proprio cammino di fede e di servizio vorrebbe trovare risposta nel Centro Giovanile (vedi sopra).

-         “Correvano insieme”: la dimensione cittadina diventa, a questo livello, la dimensione propriamente formativa sia in risposta al bisogno di apertura che spesso questi ragazzi ci chiedono, sia in consonanza ad un figura di chiesa missionaria quale è quella che la nostra diocesi sta ricercando. L’anno trascorso ha da più parti raccolto, tra i 18enni stessi, l’entusiasmo per un percorso aperto a coetanei diversi da quelli del proprio gruppo “oratoriano”, l’ingresso di gente nuova che si  è sentita a casa in un percorso più ampio rispetto a quelli parrocchiali a volte avvertiti come stringenti e il dispiacere per coloro che non hanno accettato o potuto condividere questa nuova dimensione.

-         “E vide e credette: un itinerario formativo: incontri quindicinali alla domenica sera dalle 20.30 alle 23.00. I temi di questo itinerario, divisi secondo le indicazioni diocesane in un biennio, sono specificati più sotto. All’interno dei questo cammino una sottolineatura specifica verrà data alla stesura della Regola di Vita che dovrebbe essere l’obiettivo ideale del cammino stesso che si concluderebbe così con la veglia di Redditio Symboli diocesana. In questa direzione trova posto anche la progressiva, ma reale, proposta di un accompagnamento spirituale.

-         “Depose le vesti”: un’attenzione caritativa: la normale dimensione caritativa si svolge, per questa fascia d’età, ancora nei contesti parrocchiali o di movimento ecclesiale da cui provengono. Appare però importante un impegno caritativo diverso e lontano dalle loro abitudini che possa metter in discussione il loro modo di servire per far guadagnare un maggior gratuità e una consapevolezza che servire significa compiere una volontà che non è la nostra. In questo senso sembra utile confermare l’esperienza vissuta quest’anno nel servizio con i malati a Lourdes insieme all’UNITALSI. La proposta potrebbe diventare un obiettivo “normale” dell’anno, a cui i ragazzi si preparano anche attraverso iniziative di autofinanziamento e incontri di formazione specifici.

-         un’animazione del gruppo: il gruppo potrà gestire momenti di incontro informale (una cena, un film, un’uscita), ma queste proposte dovranno venire ed essere curate dal gruppo stesso, per togliere l’idea dell’prete-educatore “balia” che deve organizzare ogni cosa per i “suoi” ragazzi. Nell’ottica della responsabilizzazione sarà interessante identificare alcuni incarichi a servizio del gruppo: ad esempio un cassiere che tenga la cassa e coordini le attività di autofinanziamento; uno che si occupi di tenere in ordine il Centro Giovanile, etc…

-         “Non avevano ancora capito la Scirttura”: la Scuola della Parola per la quale aspettiamo indicazioni decanali.

 

Oltre questi si aggiungono alcuni strumenti straordinari:

-         sembra importante avere lungo l’anno due momenti di vita comune in luoghi spiritualmente significativi (il Seminario di Venegono e la Comunità delle Romite Ambrosiane del Sacro Monte di Varese) che permetta un’attenzione specifica alle due diverse età che compongono il gruppo. Per questo si vivranno:

-          un Eremo 18enni (solo per la quarta superiore) che metterà a fuoco il tema centrale di una vita spirituale: l’Eucaristia;

-          un Eremo 19enni (solo per la quinta superiore) che sarà centrato sulla capacità di fare scelte importanti (in vista della scelta dopo le scuole superiori) e sulla stesura della Regola di Vita.

-          le proposte degli Esercizi Spirituali diocesani.

-          la centralità di una vera vita secondo lo Spirito è nella Pasqua. Per questo sarà fondamentale la valorizzazione della Settimana Santa, che già in questi anni, e sempre più, abbiamo voluto con centro della Pastorale Giovanile Cittadina. Per questo due momenti saranno vissuti in prossimità della Pasqua insieme a tutta la UPG:

-          Settimana di spiritualità: nella quinta settimana di Quaresima saranno proposti una serie di incontri specifici per questa fascia d’età all’interno della più ampia iniziativa che coinvolgerà tutti ragazzi della città dalla seconda media in su.

-          Settimana Santa Giovani: come già da qualche anno la settimana santa avrà alcuni momenti che, a contorno delle celebrazioni liturgiche parrocchiali, vero cuore della Settimana Pasquale, sosterranno il cammino dei giovani (preghiera al mattino nei primi giorni, confessioni comunitarie, veglia notturna, cammino delle sette chiese, vita comune, etc…)

L’itinerario formativo

Anno B: La vita spirituale e la missione

Riferimento biblico per l’anno: Gv 20,19-23

La sera di quello stesso giorno, il primo dopo il sabato, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, si fermò in mezzo a loro e disse: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il costato. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch'io mando voi». Dopo aver detto questo, alitò su di loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi»

 

Titolo

Periodo

Dettagli - approfondimenti

Un cammino che inizia…

Primo incontro: 18 ottobre

Incontro introduttorio al cammino sulle condizioni necessarie a vivere bene tutto il percorso.

“Io mando voi”

1 novembre

Un incontro di lectio sul brano evangelico di riferimento. Gv 20, 19-23

“Erano chiuse le porte”

Fragilità e grazia

novembre-dicembre

(3 incontri)

Il credente vive una incessante ricerca: egli sente che il proprio centro è al di fuori di sé, intuisce che individuerà il proprio compimento solo attraverso un esodo dal proprio “io” e dalle sue fragilità. Lo stupore prende il posto dell’inquietudine quando ci si rende conto che la grazia non cancella ma integra le nostre debolezze.

“Ricevete lo Spirito Santo”

Riconciliati per amare

Gennaio – febbraio

(3 incontri)

L’obiettivo della vita spirituale è l’unione di sé sotto la guida dello Spirito. Ma esso non è fine a se stesso, non può essere ripiegamento narcisista. Al contrario è riconciliazione per imparare ad amare…

“Si fermò in mezzo a loro”

L’accompagnamento spirituale

Quaresima

(2 incontri)

L’obiettivo chiede strumenti: tra questi uno di quelli che la tradizione ci consegna è l’accompagnamento spirituale.

“io mando voi”

La passione per il mondo

Tempo di Pasqua

(3 incontri)

L’uomo secondo lo Spirito è un uomo appassionato del mondo e che si spende per la costruzione di una città per l’uomo.