CONDUZIONE PASTORALE UNITARIA NELLE CITTA’ DIVERSE DA MILANO AVENTI PIU’ PARROCCHIE

Documento consegnato dal Vicario Episcopale della Zona IV  

ai parroci di Magenta

 

 

 

Lettera hai Reverendissimi Vicari EpiscopaIi di Zona

 

Reverendissimo Monsignore,

a seguito degli approfondimenti avvenuti in Consiglio Episcopale sulla questione in oggetto, allego a questa lettera, per ciascuno dei  Vicari Episcopali di Zona, un testo programmatico.

Esso offre le indicazioni per la messa in atto di una conduzione pastorale unitaria nelle città diverse da Milano aventi più Parrocchie che, a giudizio di ciascun Vicario Episcopale stesso, sono state scelte. d’accordo con me. per una prima sperimentazione.

 

ll testo allegato sarà fatto conoscere nei modi opportuni ai Decani e anche ai Sacerdoti direttamente coinvolti nella iniziativa.

Confido che l’inizio dell’esperimento di conduzione pastorale uni­taria trovi negli interessati quella attenzione che il grave e sentito problema merita da parte dei pastori d’anime.

 

Milano, 29 febbraio 1988

Prot. gen. 372/88

 

+Carlo Maria Martini

Cardinale Arcivescovo

 

don Cecilio Rizzi

                                                               Cancelliere Arcivescovile

 

Comunicazione ai Vicari Episcopali di Zona

febbraio 1988

Il problema della conduzione pastorale unitaria nelle piccole città con più parrocchie è oggi molto sentito ed è stato, per tale motivo, fatto oggetto di riflessioni sia al Consiglio Episcopale Milanese in data 11 marzo 1987, sia in un raduno di alcuni Parroci indetto dall’Arcivescovo in data 10giugno1987.

 

Dalle considerazioni e dalle prime proposte emerse in tali riunioni, si è stabilito di procedere nel modo seguente.

 

1)  Ogni Vicario Episcopale di Zona sceglierà alcune piccole città (con più di cinque parrocchie o con più di 20.000 abitanti) in cui eseguire un primo esperimento di conduzione pastorale unitaria..

 

2)  Le aree di pastorale in cui procedere alla suddetta unificazioni saranno le seguenti:  -

a) coordinamento nella prassi dei sacramenti dell’iniziazione, e precisamente unitarietà:

·                   circa l’età di ammissione alla prima Comunione e alla Cresima

·                   circa i criteri di ammissione al Battesimo dei figli di genitori in situazioni irregolari;

·                   circa la preparazione dei genitori e dei padrini al Battesimo e alla Cresima dei loro ragazzi;

·                   circa i criteri per la concessione del permesso di celebrare il Battesimo fuori parrocchia

 

b) Coordinamento nella prassi del sacramento del Matrimonio, e precisamente:

·       coordinamento dei corsi per i fidanzati:

·       unitarietà circa i criteri perla concessione del permesso di celebrare il Matrimonio in un’altra parrocchia oppure in giorno domenicale o festivo.

 

    c) Coordinamento nella prassi eucaristica, e precisamente:

·       coordinamento negli orari delle SS. Messe domenicali e festive (curando le opportune riduzioni);

·       coordinamento per la celebrazione di SS. Messe domenicali e festive per gruppi speciali (anche qui limitandole al minimo);

·       coordinamento delle settimane cucaristiche (Quarantore) con varie possibilità; per es.: stabilire la celebrazione nella stessa settimana per tutte le parrocchie o prevedere una celebrazione continua: una settimana dopo l’altra o una settimana ogni mese;

·       unica processione di tutte le parrocchie per il Corpus Domini.

 

d) Coordinamento di altre attività, per esempio unitarietà o omogeneItà in:

·       missioni cittadine

·       quaresimali;

·       via Crucis del Venerdi Santo (se tenuta per le vie cittadine)

·       celebrazioni comunitaria della penitenza in particolari occasioni (per esempio, a Natale o a Pasqua), secondo un caléndario prestabilito, così che i presbiteri della città possano prestarsi reciproci servizio convenendo insieme nelle singole parrocchie;

·       stampa parrocchiale (settimanale, bollettino, foglIo quaresimale, altri sussidi - liturgici e non);

·       radio parrocchiali;

·       problematiche particolari (per esempio, quelle dei mondo dei lavoro, della vita, della famiglia1 della scuola):

·       centri di ascolto, consulenza, assistenza;

·       manifestazioni culturali;

·       pellegrinaggi;

·       gesti caritativi, per esempio, in occasione della Quaresima.

 

e) Coordinamento con la pastorale della parrocchie della pastorale di:

·       collegi arclvescovili

·       chiese rettoriti

·       santuari

·       Istituti religiosi.

 

f)   Coordinamento nelle strutture immobiliari a servizio della pastorale giovanile, per esempio:

·       più oratori-per i bambini;

·       unico oratorio per i giovani.

 

g)  Coordinamento degli interventi presso l’Autorità civile della città mediante un unico rappresentante (cfr. sotto: Parroco Responsabile).

 

3)    i vari coordinamenti di cui al numero precedente saranno attuati mediante:

 

a) raduno dei sacerdoti, da prevedersi come periodico (più volte all’anno):

b) eventuale gruppo di coordinamento pastorale formato, oltre che dai sacerdoti, da uno o più laici per ogni consiglio pastorale parrocchiale

c)un Parroco Responsabile guida l’esperimento d’intesa con il Vicario Episcopale di Zona..

Ci si avvarrà della strumentazione diocesana per la varie materia e i vari ambiti pastorali

 

4).   Il Parroco responsabile può essere:

·     il Decano, se questo è uno del Parroci della piccola città;

·     diverso dal Decano, e cioè

- il Parroco della parrocchia più antica (ex prevosto);

   - il Parroco della parrocchia più popolosa o centrale.

È  comunque il Vicario Episcopale di Zona a indicare il Parroco Responsabile..

 

5)        I sacerdoti della piccola città, sotto la guida del Parroco Responsabile ed eventualmente con il gruppo di cui al n.3b. proporranno al Vicario Episcopale di Zona le soluzioni per i coordinamenti indicati al n. 2 e al Vicario Episcopale di Zona spetterà di approvare e di avviare così l’esperimento di conduzione pastorale unitaria.