TENTATIVI E SPERANZE

 

Innanzitutto mi pare che alcune cose da “fare insieme” ci sono mentre lo spirito e le motivazioni del lavorare insieme che vanno chiarite.

Bisogna trovare il tempo per riflettere e per comprendere il momento di Chiesa che stiamo vivendo in modo che il lavorare insieme non sia un’imposizione del Vicario, di don Giovanni (visto che è qui) ma diventi uno stile e la risorsa del nostro agire pastorale.

C’è bisogno di una “consulta degli oratori” o di alcune occasioni per riflettere insieme su quello che stiamo vivendo come urgenze del nostro agire pastorale: il disinteresse dei genitori agli itinerari di iniziazione, il dopo cresima, la preparazione dei catechisti, il modo di fare catechismo, ecc. non sono i problemi di una singola parrocchia e potrebbero trovare risposte comuni o proposte di studio comune.

C’è da riflettere sulla necessità di un progetto educativo comune che sappia ascoltare e che ci permetta di dire che la chiesa è la stessa in ogni luogo e non un supermarket dove basta cercare bene e trovi i sacramenti in offerta speciale.

Un passo minimo potrebbe essere il coordinamento delle attività: una riunione mensile con dei delegati delle varie parrocchie che permetta di stendere un calendario dove segnalare le “belle cose” che ogni parrocchia può offrire e che possono essere condivise. (è inutile invitare grandi nomi per 10 persone)

Andando a fotografare l’esistente si può dire che si potrebbe pensare ad un itinerario che si apra con la fiaccolata comunitaria degli oratori di Magenta (qualcosa del genere è stato fatto lo scorso anno) e che preveda nel mese di settembre un incontro sul significato del fare oratorio e un momento di preghiera lasciando ad ogni singolo oratorio il celebrare la propria festa secondo le usanze locali.

Nel mese di ottobre ci starebbe un momento di preghiera comune in cui dare il mandato ai catechisti delle varie parrocchie, facendo partire da questo momento il cammino mensile dei catechisti.

Sempre nel mese di Ottobre potrebbe essere comunitaria la partecipazione alla veglia missionaria diocesana o di zona e il mettere in atto sul territorio un’iniziativa caritativa.

L’Avvento potrebbe essere vissuto con un itinerario comune.

Dopo Natale c’è il mese di Gennaio che potrebbe vedere una serie di interventi un po’ seri sull’educare: serate per genitori, corsi per educatori e catechisti.

Il carnevale ha la sua parte nel far lavorare gli oratori

La Quaresima è il tempo da vivere insieme

La primavera si può vivere nel preparare le attività estive e nella conclusione dei cammini di catechesi.